La perfezione del caos

Posts Tagged ‘Politica’

Si vis pacem | lupara bellum | per omnia sicula | siculorum. Amen

Posted by Neliana su marzo 19, 2009

“Non mi chiedete chi sono i politici compromessi con la mafia perché se rispondessi, potrei destabilizzare lo Stato”.

(Tommaso Buscetta rivolgendosi a Giovanni Falcone)

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Dis-Informazione

Posted by Neliana su marzo 19, 2009

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Una società in direzione ostinata e contraria

Posted by Neliana su marzo 9, 2009

Tinturia – De Generatione

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Il mio paese d’origine conta circa 90000 abitanti, cittadina tranquilla che da parecchi anni si orienta a Sinistra, nonostante l’ultima amministrazione comunale. Quando ci vivi per 18 anni, percepisci che in quel modo di vivere, di gestire una città, di votare, di pensare la politica c’è qualcosa che non va. Quando la lasci per apprendere realmente cosa non funzioni in quella realtà, realizzi più di quanto avresti immaginato. Il problema principale?

Forse non penso sia la politica in tutto e per tutto, credo sia la società, quella strana massa di gente ancorata a tradizioni, modi di vivere, modi di pensare di parecchi decenni fa; la stessa gente che considera le elezioni come una delle poche opportunità per richiedere un favore, un posto di lavoro al potente di turno, che poi francamente di potente ha realmente poco.

I periodi di campagna elettorale sono i più interessanti, vedi le banderuole schierate davanti il vincitore di turno, candidati che non sanno neppure cosa sia un programma politico, vedi promettere più di quanto potrebbero anche solo immaginare. L’episodio più incredibile mi capitò nella scorsa campagna elettorale per l’elezione del consiglio provinciale.

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Come da consiglio, diffondo!

Posted by Neliana su marzo 5, 2009

Intervista a Gioacchino Genchi:

“Io svolgo l’attività di consulente tecnico per conto dell’autorità giudiziaria da oltre vent’anni, lavoro nato quasi per caso quando con l’avvento del nuovo codice di procedura penale è stata inserita questa figura, come da articoli 359 e 360 che danno al Pubblico Ministero la possibilità di avvalersi di tecnici con qualunque professionalità allorquando devono compiere delle attività importanti. Mi spiace che Martelli se lo sia dimenticato, Cossiga me lo abbia ricordato, proprio il nuovo codice di procedura penale che ha promulgato il presidente Cossiga inserisce questa figura che è una figura moderna. Che è nelle giurisdizioni più civili ed avanzate, mentre prima il Pubblico Ministero era limitato, e doveva per accertamenti particolari avvalersi solo della Polizia giudiziaria, il nuovo codice ha previsto queste figure.

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Povera Patria

Posted by Neliana su febbraio 27, 2009

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Lo shock è d’obbligo. Leggendo una notizia su una pagina dell’unico mezzo mediatico ormai rimasto libero, apprendo che  Alemanno, sindaco di Roma, ha annunciato che presto la Capitale dedicherà – a titolo di «doveroso omaggio e riconoscimento» – una strada a Bettino Craxi, «un grande leader che ha anticipato la modernizzazione del Paese, un’esigenza oggi portata avanti dal Presidente Berlusconi». Sulla continuità fra Craxi e Berlusconi, niente da dire: la testimoniano anche i 23 miliardi di lire passati dai conti esteri del secondo a quelli del primo negli anni ’90; la via dedicata all’unico premier corrotto e latitante della storia dell’Occidente sarà quella antistante l’hotel Raphael, fu paradossalmente in quella stessa via  che nel ’93  lo stesso Bettino venne accolto da una serie di sputi, insulti e soprattutto lancio di monetine mentre parte dei dimostranti, sventolando banconote da 50 o 100 mila lire, intonava in coro “Vuoi pure queste? Bettino vuoi pure queste?”. Rimango sempre più esterrefatta dal grado di “disinformazione e sonnambulismo” di questa mia Nazione. E’ una domenica pomeriggio, in tv un’intervista di una conduttrice alla figlia Stefania Craxi: ne esce la figura di un martire tanto che, ad un certo punto dell’intervista  dichiara: “è questo Paese che si deve vergognare per come ha trattato Craxi”. Viene definito un “quasi eroe, un martire”, forse riferito al fatto che ebbe due condanne per il magnamagna di Tangentopoli, o alla capacità di far lievitare il debito nei 4 anni del governo Craxi dal 70 al 92%, o forse per le condanne rispettivamente di 5 anni e 6 mesi e 4 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai e finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese, o forse ancora perchè aveva accumulato un tesoro di cinquanta milardi di lire che teneva in Svizzera, provenienti dalle tangenti dei principali gruppi industriali italiani. Credo che il popolo italiano e la stessa figlia abbiano scordato queste cose, per arrivare ad insinuare che il Ghino di Tacco sia stato un “modernizzatore”, tanto onesto  da dedicargli una Via di Roma. Che popolino gli italiani, ci si indigna se una zingara ruba un portafoglio o se una persona entra clandestina e si definisce martire una persona che ha rubato miliardi, distruggendo l’economia di un paese e contribuendo a creare il più spaventoso debito pubblico di uno Stato presente al mondo.

«è solo il capobanda ma sembra un faraone,

ha gli occhi dello schiavo e lo sguardo del padrone,

si atteggia a Mitterrand ma è peggio di Nerone.»

(La ballata dell’Uomo Ragno, Francesco De Gregori)




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Io non mi sento italiana…

Posted by Neliana su febbraio 8, 2009

Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo.

Paolo Borsellino

Spesso mi chiedo cosa succederà in un futuro prossimo, mi chiedo cosa dovrò raccontare ai miei figli e se soprattutto l’Italia mi darà tutti gli strumenti necessari per averne… Cosa dovrò raccontargli se mai un giorno mi dovessero chiedere perché siamo finiti con il sedere per terra, perché abbiamo ripetuto gli errori del passato, perché dagli anni ’90 non è cambiato nulla, perché siamo così sadici da voler toccare il fondo…Mi auguro di riuscire a trovare le parole giuste per far capire che in fondo “spegnetela questa radio, voltatevi pure dall’altra parte, tanto si sa come vanno a finire queste cose, si sa che niente può cambiare. E diciamolo una volta per tutte che noi la mafia la vogliamo. Ma no perché ci fa paura, perché ci da sicurezza, perché ci identifica, perché ci piace.

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We don’t need no education!

Posted by Neliana su febbraio 3, 2009

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“Quello che bisogna fare subito, tutti insieme, riguarda soprattutto la politica interna degli Atenei”.

Mi chiedo a distanza di circa 2 mesi dall’ “Onda Studentesca” che fece scalpore in tutta la penisola trovando persino spazio oltre Italia, come mai quelle tanto care reti Mediaset, Rai, più monopolizzate che libere, non parlano più del problema istruzione che ad ogni cambio di Governo si ripresenta preciso e puntuale? L’attenzione  si è spostata verso altri problemi, chiaramente altrettanto importanti come Immigrazione o “pacchetto sicurezza vergogna”, ma è giusto affermare in tale sede che la legge 133 con relativo decreto 180 continua a vivere… Venne convertito il 6 Agosto 2008 e prevedeva una riduzione del FFO (Fondo di finanziamento ordinario) del 19.7% con tagli progressivi compensati dal blocco del turn-over (possibilità di sostituire il personale che andrà in pensione dal 20% al 50% nel 2012). Il 6 Novembre il Consiglio dei Ministri ha modificato leggermente la legge con il Decreto 180 assegnando circa 500 mln di euro alle università più meritevoli e modificando le composizioni delle commissioni per l’assunzione di nuovo personale, basato sul sorteggio da una lista a base nazionale. Tali provvedimenti assieme a quello dell’insegnante unico per le scuole elementari e medie ha alimentato una protesta dal carattere cangiante, poliedrico e imprevedibile.

L’onda è stata addirittura paragonata al movimento studentesco di fine anni ’60 poichè la protesta ha abbracciato le esigenze dei giovani, basti pensare che fino ai 25 anni non si può votare per il Senato, che secondo questo sistema elettorale è l’unica camera che fa la differenza, si può affermare che i giovani sono esclusi dalla politica. E’ proprio per questo motivo che i governi tagliano risorse all’istruzione e alla ricerca, favoriscono gli “insider” precarizzando i giovani nel mercato del lavoro, garantiscono alle generazioni anziane di oggi trattamenti pensionistici che noi non avremo garantiti.

Derek Bok afferma in maniera emblematica “if you think education is expensive, try ignorance”….

 

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