La perfezione del caos

Posts Tagged ‘Curiosità’

Tutta colpa della Sinistra!

Posted by Neliana su maggio 15, 2009

NOBEL

«Il Nobel a Berlusconi? Ecco le motivazioni». L’iniziativa all’epoca era di Antonio Gentile, senatore di Forza Italia, che aveva organizzato un comitato e raccolto le firme per inoltrare regolare richiesta alla prestigiosa istituzione di Stoccolma. Secondo il senatore forzista il Nobel andava conferito a Berlusconi per: Il forte ruolo svolto a favore dell’ingresso della Russia nella Nato; per la cancellazione dei crediti che l’Italia vantava verso alcuni Paesi poveri; per aver interpretato la sua funzione istituzionale come un percorso limpido e coerente di mediazione dei conflitti internazionali; perché ha restituito all’Italia una vocazione diplomatica dispersa. All’epoca già si ventilava la possibilità di condurre un intervento militare in Iraq, cui avrebbero potuto partecipare anche i militari italiani. In una intervista, Gentile rispondeva così a chi osservava una certa contraddizione nel conferire il Nobel per la Pace a chi preparava una guerra: Pure in questo caso Berlusconi è il protagonista di una linea di grande moderazione, e si prodiga per evitare un attacco unilaterale a quel paese. Anche per l’Iraq si sta comportando da Nobel. L’epilogo fallimentare si registrò rapidamente nei giorni successivi in seguito ad alcuni errori madornali, come raccontato da Sebastiano Messina in una breve su Repubblica sempre nel 2002: Sembra infatti che alcuni cavilli stiano bloccando la pratica che lo riguarda [Berlusconi, ndb], quella avviata dal solerte deputato forzista Antonio Gentile. L’ indirizzo, per cominciare, era sbagliato. Il comitato «Berlusconi for Nobel» ha inviato la raccomandata con l’ incartamento all’Accademia Reale delle Scienze di Svezia, che in effetti assegna tutti i Nobel: tranne uno, quello per la Pace, che viene attribuito a insindacabile giudizio dei cinque membri del Norwegian Nobel Institute di Oslo. Il plico dunque è arrivato nel palazzo, nella città e nel paese sbagliati. Inoltre, la domanda fu inviata con una marca da bollo in Euro e non in corone e la firma di Gentile non era stata debitamente autenticata. Se fosse esistito, un Nobel per il tragicomico non glielo avrebbe tolto nessuno. (Fonte da Cattivamaestra)

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Cose dell’altro mondo

Posted by Neliana su aprile 14, 2009

Un terremoto come quello che ha colpito l’Abruzzo in Giappone non avrebbe fatto altrettante vittime. E’ il refrain che da martedì, giorno di lutto e di polemiche, si sente ripetere in continuazione. E probabilmente è vero. Nel Paese dove si verifica il 20% dei terremoti più violenti che si registrano ogni anno ne mondo, dove se una scossa fa tremare la terra senza però provocare danni non diventa nemmeno argomento di conversazione il giorno successivo, le norme antisismiche nella costruzione degli edifici sono severe e molto avanzate. Questo vale, naturalmente, per gli edifici nuovi. Come accadde nel rovinoso terremoto di Kobe del ’95 – le vittime allora furono più di seimila -, la maggior parte degli edifici crollati risalivano a prima dell’81, anno delle prime norme antisismiche ritenute efficaci. Nelle città giapponesi si demolisce e ricostruisce a ritmi per noi impensabili, ma fino a dieci anni fa a Tokyo c’erano ancora un milione e 600mila edifici precedenti all’81. Il check up per controllare la propria casa è gratuito, ma la messa a norma non per tutti è abbordabile. Ad ogni modo la ricerca in questo campo è all’avanguardia e non potrebbe essere altrimenti dato che non passa giorno senza che la terra tremi, in maniera più o meno percettibile, e ogni volta potrebbe essere quella tanto temuta del ‘Big One’.

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Povera Patria

Posted by Neliana su febbraio 27, 2009

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Lo shock è d’obbligo. Leggendo una notizia su una pagina dell’unico mezzo mediatico ormai rimasto libero, apprendo che  Alemanno, sindaco di Roma, ha annunciato che presto la Capitale dedicherà – a titolo di «doveroso omaggio e riconoscimento» – una strada a Bettino Craxi, «un grande leader che ha anticipato la modernizzazione del Paese, un’esigenza oggi portata avanti dal Presidente Berlusconi». Sulla continuità fra Craxi e Berlusconi, niente da dire: la testimoniano anche i 23 miliardi di lire passati dai conti esteri del secondo a quelli del primo negli anni ’90; la via dedicata all’unico premier corrotto e latitante della storia dell’Occidente sarà quella antistante l’hotel Raphael, fu paradossalmente in quella stessa via  che nel ’93  lo stesso Bettino venne accolto da una serie di sputi, insulti e soprattutto lancio di monetine mentre parte dei dimostranti, sventolando banconote da 50 o 100 mila lire, intonava in coro “Vuoi pure queste? Bettino vuoi pure queste?”. Rimango sempre più esterrefatta dal grado di “disinformazione e sonnambulismo” di questa mia Nazione. E’ una domenica pomeriggio, in tv un’intervista di una conduttrice alla figlia Stefania Craxi: ne esce la figura di un martire tanto che, ad un certo punto dell’intervista  dichiara: “è questo Paese che si deve vergognare per come ha trattato Craxi”. Viene definito un “quasi eroe, un martire”, forse riferito al fatto che ebbe due condanne per il magnamagna di Tangentopoli, o alla capacità di far lievitare il debito nei 4 anni del governo Craxi dal 70 al 92%, o forse per le condanne rispettivamente di 5 anni e 6 mesi e 4 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai e finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese, o forse ancora perchè aveva accumulato un tesoro di cinquanta milardi di lire che teneva in Svizzera, provenienti dalle tangenti dei principali gruppi industriali italiani. Credo che il popolo italiano e la stessa figlia abbiano scordato queste cose, per arrivare ad insinuare che il Ghino di Tacco sia stato un “modernizzatore”, tanto onesto  da dedicargli una Via di Roma. Che popolino gli italiani, ci si indigna se una zingara ruba un portafoglio o se una persona entra clandestina e si definisce martire una persona che ha rubato miliardi, distruggendo l’economia di un paese e contribuendo a creare il più spaventoso debito pubblico di uno Stato presente al mondo.

«è solo il capobanda ma sembra un faraone,

ha gli occhi dello schiavo e lo sguardo del padrone,

si atteggia a Mitterrand ma è peggio di Nerone.»

(La ballata dell’Uomo Ragno, Francesco De Gregori)




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