La perfezione del caos

Archive for the ‘Pensieri “impegnati”’ Category

Pane, Entropa e Satira

Posted by Neliana su marzo 2, 2009

Secondo il sistema delle rotazioni questo semestre la Presidenza del Consiglio Europeo è spettata alla Repubblica Ceca, che ha  pensato bene di salutare l’Europa commissionando un’opera d’arte, che portasse la firma di 27 artisti provenienti dai diversi paesi dell’UE. La Presidenza ha scelto proprio l’artista David Černý, come coordinatore del progetto e mai scelta fu più azzeccata per destare scalpore. Quando l’installazione venne collocata  sulla facciata del palazzo del Consiglio Europeo ci si è trovati di fronte ad una eccentrica Europa, dalla quale sono impietosamente emersi, nel bene e nel male, i connotati di ogni Paese membro: la Bulgaria, nota per la sua alta percentuale di popolazione turca e per essere stata parte dell’impero Ottomano, è stata rappresentata con una latrina alla “turca”, ossia un gabinetto con tanto di poggiapiedi. Così il Belgio è una scatola di cioccolatini, la Romania un castello di Dracula, la Grecia è tutta un incendio,  la Francia è una sagoma col cartello “Sciopero” e la Spagna è un deserto con una bomba conficcata nella sabbia, proprio nella regione basca. La Germania è stata rappresentata come un intreccio di autostrade che si risolvono a formare una grande svastica, la Danimarca è fatta di lego, i Paesi Bassi sono sommersi dall’acqua da cui emergono solo le sommità di alcuni minareti, il Lussemburgo è “for sale”,  l’Italia è un campo da calcio a forma di stivale dove i giocatori sono tutti dei perfetti macho/latin lover e la Svezia è impacchettata in stile Ikea, mentre l’Inghilterra è stata omessa, date le sue preferenze poco filo-europee. È stato un grande bluff, ma effettivamente anche una geniale trovata che ha sollevato un polverone esagerato, soprattutto da parte della Bulgaria che a quanto pare non ha gradito che l’emblema del suo paese si sia ridotto ad un wc. Černý si è giustificato dicendo di essersi ispirato alla satira “politically scorrect” sul tipo di Monty Python, sperando che l’Europa dimostrasse di saper ridere di sé, tuttavia ciò che ha creato ancor più sconcerto è stata la rivelazione dell’autore successiva alla presentazione dell’opera in cui esplicita che a realizzare l’opera non sono stati 27 autori internazionali (come prevedeva l’accordo iniziale), ma sia stata tutta opera sua più un paio di amici che hanno dato una mano, a causa di  restrizioni economiche e mancanza di tempo. Penso tuttavia che nonostante la cattiva presentazione\inaugurazione della Repubblica Ceca, sia importante riflettere su ciò che è stato fatto: un ritratto delle disuguaglianze dell’Unione, sicuramente accentuata da forti toni satirici, su cui tuttavia è necessario riflettere. Entropa è un riflesso di ciò che succede in Europa, rappresenta una serie di stereotipi che tutti i paesi membri dell’Ue “devono” conoscere per riuscire a scardinare definitivamente.

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Povera Patria

Posted by Neliana su febbraio 27, 2009

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Lo shock è d’obbligo. Leggendo una notizia su una pagina dell’unico mezzo mediatico ormai rimasto libero, apprendo che  Alemanno, sindaco di Roma, ha annunciato che presto la Capitale dedicherà – a titolo di «doveroso omaggio e riconoscimento» – una strada a Bettino Craxi, «un grande leader che ha anticipato la modernizzazione del Paese, un’esigenza oggi portata avanti dal Presidente Berlusconi». Sulla continuità fra Craxi e Berlusconi, niente da dire: la testimoniano anche i 23 miliardi di lire passati dai conti esteri del secondo a quelli del primo negli anni ’90; la via dedicata all’unico premier corrotto e latitante della storia dell’Occidente sarà quella antistante l’hotel Raphael, fu paradossalmente in quella stessa via  che nel ’93  lo stesso Bettino venne accolto da una serie di sputi, insulti e soprattutto lancio di monetine mentre parte dei dimostranti, sventolando banconote da 50 o 100 mila lire, intonava in coro “Vuoi pure queste? Bettino vuoi pure queste?”. Rimango sempre più esterrefatta dal grado di “disinformazione e sonnambulismo” di questa mia Nazione. E’ una domenica pomeriggio, in tv un’intervista di una conduttrice alla figlia Stefania Craxi: ne esce la figura di un martire tanto che, ad un certo punto dell’intervista  dichiara: “è questo Paese che si deve vergognare per come ha trattato Craxi”. Viene definito un “quasi eroe, un martire”, forse riferito al fatto che ebbe due condanne per il magnamagna di Tangentopoli, o alla capacità di far lievitare il debito nei 4 anni del governo Craxi dal 70 al 92%, o forse per le condanne rispettivamente di 5 anni e 6 mesi e 4 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai e finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese, o forse ancora perchè aveva accumulato un tesoro di cinquanta milardi di lire che teneva in Svizzera, provenienti dalle tangenti dei principali gruppi industriali italiani. Credo che il popolo italiano e la stessa figlia abbiano scordato queste cose, per arrivare ad insinuare che il Ghino di Tacco sia stato un “modernizzatore”, tanto onesto  da dedicargli una Via di Roma. Che popolino gli italiani, ci si indigna se una zingara ruba un portafoglio o se una persona entra clandestina e si definisce martire una persona che ha rubato miliardi, distruggendo l’economia di un paese e contribuendo a creare il più spaventoso debito pubblico di uno Stato presente al mondo.

«è solo il capobanda ma sembra un faraone,

ha gli occhi dello schiavo e lo sguardo del padrone,

si atteggia a Mitterrand ma è peggio di Nerone.»

(La ballata dell’Uomo Ragno, Francesco De Gregori)




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Io non mi sento italiana…

Posted by Neliana su febbraio 8, 2009

Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo.

Paolo Borsellino

Spesso mi chiedo cosa succederà in un futuro prossimo, mi chiedo cosa dovrò raccontare ai miei figli e se soprattutto l’Italia mi darà tutti gli strumenti necessari per averne… Cosa dovrò raccontargli se mai un giorno mi dovessero chiedere perché siamo finiti con il sedere per terra, perché abbiamo ripetuto gli errori del passato, perché dagli anni ’90 non è cambiato nulla, perché siamo così sadici da voler toccare il fondo…Mi auguro di riuscire a trovare le parole giuste per far capire che in fondo “spegnetela questa radio, voltatevi pure dall’altra parte, tanto si sa come vanno a finire queste cose, si sa che niente può cambiare. E diciamolo una volta per tutte che noi la mafia la vogliamo. Ma no perché ci fa paura, perché ci da sicurezza, perché ci identifica, perché ci piace.

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Art. 31: Diritto al gioco

Posted by Neliana su febbraio 5, 2009

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Ogni Convenzione deve essere tassativamente rispettata.

La “Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia” su tutte.

E’ vergognoso come questa Seconda guerra del Golfo stia andando a ledere tutti quei diritti che dovrebbero essere garantiti ad ogni uomo, ma non perché una Carta lo dice,  ma perché la legge divina stessa lo afferma. E soprattutto se coinvolti ingiustamente ci sono dei bambini che al posto di vedere tutto ciò che è garantito ad ogni altro bambino del “mondo civilizzato” più fortunato di loro, vedono soltanto bombe, granate, armi, guerra, distruzione, lacrime e morte. Chissà quando la finiranno di considerare i diritti umani con quel “Relativismo culturale” che distrugge la dignità umana di chi ha avuto la sfortuna di nascere in un determinato Paese. Molti obiettivi negli anni si sono raggiunti, è vero, tuttavia è altrettanto vero che chi fa politica, chi sta in alto, chi coopera a livello internazionale non conosce realmente i bisogni veri dei bambini ed è lo stesso che considera il bambino il cittadino di domani… no! mai affermazione fu più sbagliata: “Il bambino è il cittadino di oggi” e come tale ha il diritto di giocare, diritto d’essere istruito, diritto di avere una famiglia e soprattutto ha il diritto alla vita.

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We don’t need no education!

Posted by Neliana su febbraio 3, 2009

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“Quello che bisogna fare subito, tutti insieme, riguarda soprattutto la politica interna degli Atenei”.

Mi chiedo a distanza di circa 2 mesi dall’ “Onda Studentesca” che fece scalpore in tutta la penisola trovando persino spazio oltre Italia, come mai quelle tanto care reti Mediaset, Rai, più monopolizzate che libere, non parlano più del problema istruzione che ad ogni cambio di Governo si ripresenta preciso e puntuale? L’attenzione  si è spostata verso altri problemi, chiaramente altrettanto importanti come Immigrazione o “pacchetto sicurezza vergogna”, ma è giusto affermare in tale sede che la legge 133 con relativo decreto 180 continua a vivere… Venne convertito il 6 Agosto 2008 e prevedeva una riduzione del FFO (Fondo di finanziamento ordinario) del 19.7% con tagli progressivi compensati dal blocco del turn-over (possibilità di sostituire il personale che andrà in pensione dal 20% al 50% nel 2012). Il 6 Novembre il Consiglio dei Ministri ha modificato leggermente la legge con il Decreto 180 assegnando circa 500 mln di euro alle università più meritevoli e modificando le composizioni delle commissioni per l’assunzione di nuovo personale, basato sul sorteggio da una lista a base nazionale. Tali provvedimenti assieme a quello dell’insegnante unico per le scuole elementari e medie ha alimentato una protesta dal carattere cangiante, poliedrico e imprevedibile.

L’onda è stata addirittura paragonata al movimento studentesco di fine anni ’60 poichè la protesta ha abbracciato le esigenze dei giovani, basti pensare che fino ai 25 anni non si può votare per il Senato, che secondo questo sistema elettorale è l’unica camera che fa la differenza, si può affermare che i giovani sono esclusi dalla politica. E’ proprio per questo motivo che i governi tagliano risorse all’istruzione e alla ricerca, favoriscono gli “insider” precarizzando i giovani nel mercato del lavoro, garantiscono alle generazioni anziane di oggi trattamenti pensionistici che noi non avremo garantiti.

Derek Bok afferma in maniera emblematica “if you think education is expensive, try ignorance”….

 

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