La perfezione del caos

Povera Patria

Posted by Neliana su febbraio 27, 2009

svia_craxi2


Lo shock è d’obbligo. Leggendo una notizia su una pagina dell’unico mezzo mediatico ormai rimasto libero, apprendo che  Alemanno, sindaco di Roma, ha annunciato che presto la Capitale dedicherà – a titolo di «doveroso omaggio e riconoscimento» – una strada a Bettino Craxi, «un grande leader che ha anticipato la modernizzazione del Paese, un’esigenza oggi portata avanti dal Presidente Berlusconi». Sulla continuità fra Craxi e Berlusconi, niente da dire: la testimoniano anche i 23 miliardi di lire passati dai conti esteri del secondo a quelli del primo negli anni ’90; la via dedicata all’unico premier corrotto e latitante della storia dell’Occidente sarà quella antistante l’hotel Raphael, fu paradossalmente in quella stessa via  che nel ’93  lo stesso Bettino venne accolto da una serie di sputi, insulti e soprattutto lancio di monetine mentre parte dei dimostranti, sventolando banconote da 50 o 100 mila lire, intonava in coro “Vuoi pure queste? Bettino vuoi pure queste?”. Rimango sempre più esterrefatta dal grado di “disinformazione e sonnambulismo” di questa mia Nazione. E’ una domenica pomeriggio, in tv un’intervista di una conduttrice alla figlia Stefania Craxi: ne esce la figura di un martire tanto che, ad un certo punto dell’intervista  dichiara: “è questo Paese che si deve vergognare per come ha trattato Craxi”. Viene definito un “quasi eroe, un martire”, forse riferito al fatto che ebbe due condanne per il magnamagna di Tangentopoli, o alla capacità di far lievitare il debito nei 4 anni del governo Craxi dal 70 al 92%, o forse per le condanne rispettivamente di 5 anni e 6 mesi e 4 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai e finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese, o forse ancora perchè aveva accumulato un tesoro di cinquanta milardi di lire che teneva in Svizzera, provenienti dalle tangenti dei principali gruppi industriali italiani. Credo che il popolo italiano e la stessa figlia abbiano scordato queste cose, per arrivare ad insinuare che il Ghino di Tacco sia stato un “modernizzatore”, tanto onesto  da dedicargli una Via di Roma. Che popolino gli italiani, ci si indigna se una zingara ruba un portafoglio o se una persona entra clandestina e si definisce martire una persona che ha rubato miliardi, distruggendo l’economia di un paese e contribuendo a creare il più spaventoso debito pubblico di uno Stato presente al mondo.

«è solo il capobanda ma sembra un faraone,

ha gli occhi dello schiavo e lo sguardo del padrone,

si atteggia a Mitterrand ma è peggio di Nerone.»

(La ballata dell’Uomo Ragno, Francesco De Gregori)




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5 Risposte to “Povera Patria”

  1. Purtroppo l’italiano medio è un essere dalla memoria corta, che dimentica facilmente. Anzi, a dirla tutta, molto spesso nemmeno si informa su quello che gli accade attorno. Così se ne sta sulle proprie a nutrire gran interesse per cose molto stupide e per tutto il resto affida la propria fede a personaggi divenuti grandi grazie al caos mediatico.
    Affida la propria fede mistica al vaticano, la propria fede politica a quattro oscuri figuri che si urlano insulti nei talk show di seconda serata, la propria fede d’informazione a tg che rasentano la più bieca oscenità.
    Potrei andare avanti per ore, ma forse è meglio che mi fermi qua.
    Sono d’accordo con te, sono senza parole anche io.
    Povera patria.

    (p.s.: devo dire che mi piace molto il tuo blog 🙂 )

  2. Neliana said

    @walter: ho aggiunto il tuo blog al blogroll, così gli darò un’occhiata più spesso, grazie della visita e torna quando vuoi, visto che la vediamo sotto la stessa prospettiva 🙂

  3. Antonello said

    Premesso che la penso come te, aggiungo, che tuttoggi ci sono personaggi che son passati dalla prima alla seconda repubblica, che passano da destra a sinistra come le bandiere, e che, continuonano a fare porcherie. Nonostante tutto continuano a candidarsi. Pure questa mi sembra una cosa che dovrebbe far riflettere 😦

  4. Neliana said

    @antonello: quello è il problema del sistema malato italiano, cose che altrove non trovi, se gente ha problemi con la Giustizia, viene sputtanato dall’opinione pubblica e dallo stesso sistema, qui avere problemi con la giustizia è un requisito per entrare in politica

  5. Antonello said

    Lo so ho provato a mie spese. Ho provato a candidarmi ma evidentemente sono troppo onesto. La politica non è proprio come l’ambiente scolastico o accademico, in cui ho ottenuto i miei risultati. La politica viene considerata uno stipendificio, spesso dagli alti profitti, e quando c’è tanto denaro di mezzo, le altre sono conseguenze che ne derivano . . .

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